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Forse un giorno sarà “Buona Scuola”, ma per ora è pessima

Forse un giorno sarà “Buona Scuola”. Ma per ora è ancora la scuola dei precari senza stipendio, di insegnanti costretti a mendicare un piatto di minestra nella mensa dei poveri, da sorbire in fretta e furia e “prima di andare in classe”, ha spiegato alla Stampa M.N, uno psicologo di 60 anni. L’insegnante è uno dei trentamila docenti che non vedono il becco di un quattrino dal scorso settembre. La dimostrazione più che eclatante che anche le buone leggi se sono varate in fretta e furia e senza la copertura di bilancio sufficiente possono fare acqua da tutte le parti. Gli insegnanti sono insomma ancora una volta costretti a fare salti mortali tripli, li salva dall’indigenza solo la rete tesa qualche volta da genitori anziani, parenti comprensivi, associazioni caritatevoli o, come è accaduto allo psicologo, dalla padrona di casa, perché “è un’ex insegnante: capisce cosa sta succedendo”.

~ di folgore.orru on 11 Gennaio 2016.

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