header image
 

La “zecca” di Arbus, ovvero come far cassa mungendo il turista

Questa volta a scrivere non sono io, ecco cos’ha detto il mio amico parapendista Paolo Manca, di origine sarda ma da sempre residente a Bergamo, su quello che accade nelle coste poste sotto l’egida di Arbus. Parole sante!

Fosse novità! Posso raccontarvene tante: tutte le estati metto in preventivo nel Baget almeno 10 multe per divieto di sosta. Due in particolare mi hanno fatto diventare matto.

La prima: dalle parti di Barisardo c’è una spiaggia con parcheggio in pineta che dista dalla strada asfaltata circa 2 Km; per arrivarci devi percorrere una ampia strada bianca in mezzo ai campi con molto ben visibili cartelli di divieto di sosta e vigili di vedetta come lupi! L’unico parcheggio quindi e dunque quello in pineta: prezzo fisso 5 euro indipendentemente dal tempo di permanenza (almeno l’anno scorso era così); il bello è che il ticket non è per la sosta, ma il biglietto per l’ingresso al museo di un paesello vicino (neanche Barisardo).

La seconda: provate poi ad andare a Torre dei Corsari, una spiaggia immensa e un parcheggio che sembra la caccatina di un piccione: l’anello superiore contiene circa 100 macchine, quello inferiore circa 20. Quello sulla spiaggia l’anno scorso costava 10 euro per mezza giornata. Chiaramente anche lì, divieto assoluto e vigili di vedetta, ma la cosa vergognosa è che l’anno scorso ho infrattato la mia moto in un canneto sito a circa 2 metri dal bordo della strada! Secondo voi, in mezzo ad un canneto ci passano persone e macchine? Bene multato per divieto di sosta pericolosa in quanto, a dire del vigile, la mia moto avrebbe potuto intralciare in modo pericoloso il traffico. Mi è venuta tanta voglia di prenderla a schiaffoni, la vigilessa. Insomma, la verità è che in periodo di vacanza bisogna far cassa mungendo il turista.

~ di folgore.orru on 23 Luglio 2014.

I commenti sono chiusi