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I cretini (l’agente e Grillo) e il “Riformismo Rivoluzionario” di Riccardo Lombardi

L’agente che sale sulla pancia della ragazza, Grillo che insulta gli ebrei: tutti cretini, fino a prova contraria, però. Tuttavia, se si va oltre, se si va dentro la notizia, senza pregiudizi e senza forzature, quel cretino che in Italia sta riecheggiando più del “sì” di Dante Alighieri – “Le genti del bel paese là dove ‘l sì suona” (XXXIII canto dell’Inferno della sua Commedia) – è la sintesi del Paese che c’è, del Paese che abbiamo costruito e avvallato nel segreto dell’urna.
Qualche giorno fa, nel corso di un bel convegno organizzato dal Circolo Rosselli di Cagliari per commemorare il grande socialista Riccardo Lombardi, ho chiesto a Carlo Patrignani, autore del libro “Lombardi e il fenicottero”: ritiene che in Italia ci sia ancora qualche politico in grado di ragionare in termini di Utopia, come Lombardi? In questo contesto, non m’interessa la struttura bensì la sintesi del pensiero di Patrignani, e il suo è stato un “no” disarmante.
Nondimeno, io l’utopia la perseguo ancora: credo sia ancora possibile realizzare quel “Riformismo Rivoluzionario” che il politico socialista aveva teorizzato, ponendolo in alternativa a quella “rivoluzione” di stampo stalinista che ha avvelenato le acque del PCI sino ai tempi di Berlinguer. E che, peraltro, ho sentito riecheggiare durante una riunione, solo quattro anni fa, di giovani vendoliani.
L’obiettivo principe di Lombardi era solo uno: il benessere di tutti i lavoratori. Se si sceglie di stare da quella parte, si sceglie di stare vicino agli operai, agli impiegati, ai piccoli e medi imprenditori, ma anche a fianco delle grandi imprese, se, oltre al lecito guadagno, hanno a cuore le sorti degli uomini e dell’ambiente che li circonda. Un’utopia? Certo, ma se si smette di sognare è persino inutile vivere.
“Meglio ricchi e sani che poveri e malati”, raccontava fra il serio e il faceto mio padre. Sorrideva, sapeva che il danaro non è tutto, ma anche che aiuta a vivere meglio. E vivere per me vuol dire leggere, conoscere, osservare, imparare. Poi, non fiori, ma opere di bene. Amen.

L’intervista-video del compagno Ignazio Dessì — clicca qui

~ di folgore.orru on 17 Aprile 2014.

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